Pensare prima di scrivere. Un lusso per pochi.


L’altra sera, finalmente a casa, dopo tre giornate in cui nulla è andato come era stato programmato.
Un ulteriore fuori programma (ben accetto in questo caso) mi ha fatto tornare a casa prima, concedendomi del tempo con la Gnoma.
Poi, la solita telefonata di cortesia alle colleghe, per sapere se tutto va bene.
Chissà com’è che quando non ti arrivano, te le vai a cercare.
Se nessuno ti cerca, allora entri in ansia. E così fai il fatidico errore di comporre un numero. Basta il primo, è sei fregata!!!!
Comunque, visto che se poi non la faccio mi sento in colpa, la telefonata di routine l’ho fatta. E i problemi non hanno tardato ad arrivare.
Quando una tua collega ti dice le fatidiche parole:”Ah, tanto per la cronaca….” o “Comunicazione di servizio.” Comincia a scappare. Problemi all’orizzonte.
Ed infatti, immancabili.
“Comunicazione di servizio. Perchè non dai uno sguardo al sito…. Così, tanto per…”
Così, tanto per… Eccoli.
E così, mentre la Gnoma si esercitava allo yo-yo (riesumato da qualche scatolone, ma che la impegna moltissimo), mi siedo davanti al pc e controllo questo sito.
Appena lo apro, capisco di cosa parliamo e perchè la collega me l’ha segnalato.
E la rabbia comincia a montare.
Respiro. Non fa bene alla Gnometta nella pancia se mi agito.
E lei subito fa una capriola, comprimendomi qualche organo. Socchiudo gli occhi.
Quando li riapro, cerco di mettere a fuoco il testo di questo maledetto sito.
Comincio a leggere.
E maledisco l’ultimo Hag preso… altro che decafeinato, litri di camomilla dovevo prendere.
Scopro, leggendo, che i miei pensieri e le mie idee hanno uno strano meccanismo, intrinseco evidentemente, di migrare dalla mia testa a quella degli altri.
Questo, lo scrivente il sito, si arroga la paternità, o maternità, di un progetto mio!!!!
Nato ad un tavolo, a cena, a cui, questo essere, non era neppure seduto, per sbaglio!
Qui tralascio la parte venale del discorso, altrimenti più che un post diventerebbe un libro!
Allora io mi chiedo: mi hanno insegnato che prima di parlare è necessario riflettere. E, tendenzialmente, lo faccio. Ogni tanto capita a tutti di parlare a vanvera.
Ma se pensare prima di parlare è un dono, riflettere prima di scrivere, e soprattutto controllare dopo che si è scritto!, è semplicemente avere buon senso, soprattutto quando quello che scriviamo non rimane nelle pagine ben custodite del nostro diario, ma le pubblichiamo online, su un sito che promuove il nostro lavoro, e che qualsiasi addetto potrà leggere. Nel testo, ovviamente, la paternità/maternità del progetto non era l’unica cosa errata!!!!
Scrivo questo sfogo più che altro per non infastidire ulteriormente lo Gnomo, che se mi sentisse proferire ancora una parola su questo argomento, chiederebbe il divorzio, sempre che tra gli gnomi esista!
Ora lascio ai vostri commenti.
Forse me la prendo troppo.
Ma alle mie idee, al mio lavoro, ci tengo moltissimo.
Quando voglio fare un regalo, lo faccio, ma questa persona non lo merita affatto, soprattutto perchè quando ho presentato il progetto mi ha preso in giro, dicendomi che non era fattibile.
Lascio a voi ogni altra riflessione.

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3 thoughts on “Pensare prima di scrivere. Un lusso per pochi.

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