La nuova gravidanza…. seconda parte


I primi tre mesi dalla notizia, sono stati difficilissimi.
A differenza della prima gravidanza, fatta sui tacchi, senza grossi problemi, senza alcuna nausea, senza alcun dolore, questa volta sembrava un incubo.
Al di là delle nausee, che mi prendevano la mattina, per poi non lasciarmi più fino a sera, le corse all’ospedale sono state le peggiori.
Più di una volta, andando in bagno, ho trovato tracce di sangue sugli slip.
Ed ogni volta pensavo fosse qualcosa di grave.
Di corsa quindi in ospedale, portando ovviamente dietro la Gnoma, che, poverina, non capiva cosa stesse succedendo.
La parte più dolorosa della faccenda era che non avrei dovuto prenderla in braccio se non da seduta. E questo mi faceva stare ancor più male.
Ho sempre pensato che non si può negare ad un figlio per un altro.
E così, nonostante non potessi farlo, cercavo di prenderla in braccio ogni volta che lo chiedeva, aumentando i rischi di aborto.
Oltre a ciò, continuavo a sentirmi contrastata in questa faccenda. Nessuno, vicino a me, mi appoggiava.
Mia madre e mia suocera, così come mia cognata e mia sorella, mi appoggiavano, ma erano lontane, e sentirle per telefono un paio di minuti al giorno, non aiutava a contrastare il sentimento di amarezza, delusione e soprattutto confusione che sentivo dentro.
La notte, mentre i miei gnomi dormivano, piangevo, tutte le lacrime che dovevo trattenere durante il giorno.
Erano lacrime di tristezza, per tutto ciò che mi stava capitando, e di grande rabbia, per tutto ciò che gli altri dicevano e facevano nei miei confronti.
La sensibilità di chi ti sta vicino la puoi testare solo quando stai male, qualunque sia il tuo male.
Avevo già provato le sensazioni che stavo vivendo in quei giorni, dopo la prima gravidanza, ma allora avevo lo sprone di veder crescere una creatura meravigliosa come la Gnoma.
Ora, questo esserino nella mia pancia era qualcosa di ancora indefinito, che potevo amare solo io e nessun altro, almeno per il momento.
In questa situazione di disagio, fisico e morale, ho trovato una via d’uscita, a pochi passi da me. Potevo allungare la mano e trovarla lì.
Ho trovato un’amica.
Anche lei in attesa. Di qualche settimana indietro rispetto a me.
Grazie alla condivisione delle nostre paure, per i primogeniti (il suo ha una settimana meno della Gnoma) e per quelli che arriveranno, sono riuscita a capire che spesso non sono le persone che ti aspetti ad aiutarti, ma quelle da cui non ti aspetteresti mai.
Così ho scoperto di avere tante persone che volevano bene a me e di conseguenza volevano bene all’esserino che avevo nella pancia.
Piano piano anche i rapporti tra lo Gnomo e me sono migliorati, in relazione a questa gravidanza.
Ma c’è ancora un pò di tempo prima che questo esserino nasca. E abbiamo ancora un pò per parlare di questa gravidanza, se avrete voglia di ascoltarmi.
….tobecontinued….

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