Responsabilità.


Che parola difficile ho scelto per questo post.

Fin da bambina mi hanno insegnato ad essere responsabile. Crescendo il peso delle responsabilità è cresciuto, senza mai però diventare tanto ingombrante da sentire la necessità di levarmelo dalle spalle.

Lo Gnomo dice sempre che ho le spalle e le braccia di uno scaricatore di porto, affettuosamente ovviamente (anche se non so fin dove si spinga l’affetto in un tale commento, vabbè, sorvogliamo!)!

Quando sono diventata mamma della Gnoma, decisi che lei avrebbe dovuto fare i conti con le responsabilità il più tardi possibile, ma solo per il semplice motivo che una volta che diventi responsabile la tua infanzia è finita. E per le mie figlie voglio che l’infanzia duri il più possibile!

Ora, se non le ha una bambina di 3 anni le responsabilità, chi dovrebbe averle?!?!?

E la risposta più logica a quesa sciocca domanda è: i genitori.

Si, ma quali genitori. I suoi (ovvero lo Gnomo ed io)? o anche altri genitori, quelli che gravitano attorno a lei?

Antefatto.

La mamma di un amichetto va a prendere il figlio a scuola. Fino a qui tutto liscio. Baci e abbracci. Fino a quando a questa mamma non viene l’idea di dire alla Gnoma di scappare con lei da scuola, prendendo veloce il cappotto.

Fortuna vuole che la Gnoma è femmina nel DNA e quindi l’uscire in pantofole da scuola non esiste.

Ma io vorrei sapere ora cosa devo fare con questa mamma. Tanto che questo fatto mi è stato raccontanto “orgogliosamente” da lei e non da mia figlia.

Ho ovviamente subito sollecitato le maestre ad una collaborazione maggiore con me in modo che non succedano più questi fatti.

Ma con questa mamma come mi devo comportare?

Chiedo a voi, perchè io, da mamma, ma anche da donna adulta, non mi sarei mai permessa neppure di proporre per gioco o per scherzo un simile comportamento ad una bambina così piccola, che per quanto possa essere sveglia, non sa ancora distinguere il gioco o lo scherzo dalla realtà!

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9 thoughts on “Responsabilità.

  1. Ma come fai lavorando con due bambine a trovare il tempo di scrivere ma soprattutto inventare queste frottole??penso che ne dici talmente tante che hai dimenticato l inizio!! La cosa che più mi dispiace e’ che hai messo dentro i nostri figli e la loro scuola sappi che me ne bastano due di figli e se un giorno mi verrà’ il desiderio del terzo so dove andare a parare visto che con mio marito mi vengono bene! Sei stata una delusione ! Ricordo bene quel giorno a scuola perché dopo aver incontrato tua figlia in lacrime perché voleva venire con mio figlio ti ho subito chiamata per invitarvi da noi il pomeriggio pensando che forse ai nostri figli faceva bene stare insieme!!se ti servono delle favole da scrivere rivolgiti alle tue figlie perché quelle dei bambini sono pure prive di malizia e cattiveria !tutto questo e’ così lontano da me non riesco e non voglio neanche pensare il perché da parte tua per fortuna non sono nella tua testa e per fortuna siamo diverse!!!ora puoi continuare anzi devi tirare via dritto con la macchina quando mi vedi che tristezza mettere dentro due bambini e un amica per avere qualcosa da scrivere .

    1. Cara Silvia, il fatto me lo hai raccontato tu e non mia figlia. E nel racconto hai omesso di dire che stava piangendo. Ma se anche fosse stato così, non avresti dovuto dire di venire a casa con te, ma semplicemente che avresti parlato con me per vedersi nel pomeriggio al suo rientro a casa. Così avrei fatto io. Non ho mai scritto, o detto, o pensato che tu sia una cattiva madre, o che tu non debba avere dei figli. Ne mi sono inventata niente. Perché tu stessa me lo hai raccontato così!
      Non ti ho detto nulla perché non c’è ne’ stata occasione.
      Come hai detto tu il tempo e’ quello che è.
      Comunque se preferisci risolvere la cosa in questo modo, e’ una tua scelta.
      Sappi comunque che non ho bisogno di inventare favole per scrivere.

    2. Concludo la risposta al tuo commento.
      Proprio per non mettere in mezzo i nostri figli, che hanno una frequentazione giornaliera a scuola e non, o la scuola, mi sono sfogata sul mio blog, che è uno spazio in cui metto nero su bianco le mie riflessioni.
      Se avessi voluto creare difficoltà a tutti non mi sarei tenuta il discorso per me, scrivendo un post, senza citare nomi e cognomi, e avrei agito differentemente, non andando certo a ricercare dei presenti natalizi che potessero farvi piacere e farvi sorridere.
      Resta il fatto che sei libera di comportarti come vuoi e di pensarla come preferisci.

  2. Roberta non fare la furba perché sei sempre più ridicola. Ti consiglio di leggere tutto quello che hai scritto , tutte le accuse tutti i tuoi brutti pensieri su di me ( mancanza di responsabilità ). Non sono state semplici riflessioni infatti hai chiesto aiuto sul tuo blog su come agire nei miei confronti(ma io con questa mamma cosa devo fare??) e cosa più grave hai coinvolto le maestre (ed ora vorrei con loro capire come)e quindi i nostri figli . Le tue risposte diplomatiche non reggono visto che la tua prima riflessione risale al 28 novembre e di tempo per affrontarmi ne hai avuto abbastanza.quello che mi sfugge e’ perché hai ingigantito tutta questa storia ma per fortuna non sono nella tua testa e purtroppo i problemi sono altri. Sappi che sei lontana dal mio modo di vivere , tu per prima hai scritto cose finte e cattive su di me nel tuo blog ed io dovevo soltanto difendermi come ho fatto.ti prego di levare la foto di mia figlia su questo blog visto che a suo tempo neanche mi hai chiesto l autorizzazione a metterla cosa molto delicata!!! Del Natale non parliamo,come e’ meglio non parlare di tante altre cose finirebbe ancora peggio . E con questo metto un enorme PUNTO

    1. Siccome credo che sia giusto che tu possa commentare un mio post, che come ti ho già spiegato a voce, e’ il mezzo con cui preferisco sfogarmi, credo sia ancora più doveroso risponderti.
      E credo che sia tu a dover leggere quello che scrivo.
      Non ho mai commentato con nessuna persona terza che ti conosce, a parte mio marito, pochi minuti dopo la tua telefonata di quel giorno, questo fatto.
      Alle maestre (non ho mai usato le parole che scrivi tu) ho semplicemente pregato di fare in modo che mia figlia non uscisse dalla classe alla consegna degli altri bambini, essendo lei una bambina espansiva, senza neppure fare il nome specifico di uno o più bambini.
      Questo e’ l’unico provvedimento preso da me a scuola, e direi di essere stata alquanto discreta!
      Credo che l’unica persona che abbia ingigantito questa storia sia tu. Dato che da allora, per una mancanza di tempo, ci siamo viste solo in occasione di feste (luoghi credo poco opportuni per aprire discussioni).
      Per quel che riguarda Natale, non saprei a cosa ti riferisci, dato che non abbiamo passato qui ne Natale né l’ultimo dell’anno.
      E siccome hai messo un punto a questo e a “un tutto il resto”, prendo la tua decisione con la massima serenità sapendo ciò che ho sentito, perché, per fortuna la mia memoria e’ molto precisa.
      Credimi, per un attimo ho dubitato di ciò, ma dopo la nostra telefonata, sono molto certa di ciò che quel pomeriggio mi hai raccontato.

  3. Ciao Mamma Bignè ti seguo da un po’, sarà perché qui sono le 6 pm e stanca dalla routine quotidiana e dal lavoro ma con la voglia di riprendere i miei bambini da scuola e tornare a casa e giocare un po’ con loro, ho sentito il dovere di fare un eccezione da madre di quasi adolescenti a una giovane mamma.
    Non so se quanto scritto sia avvenuto o meno, se fosse accaduto realmente ritengo tutto ciò molto grave e il comportamento della tua amica incosciente e infantile. Qui se fosse accaduta una cosa simile il dipartimento d’infanzia avrebbe preso provvedimenti pesanti, visto il gesto, anche se fosse stato uno scherzo. La rigidità e d’obbligo siamo in una grande città e i bambini dovrebbero essere protetti da certi atteggiamenti inconsapevoli che potrebbero sfociare in danni irreparabili. Se fosse successo con una persona del tutto estranea? Un pedofilo? Ma cosa pensare di quanto successo? Ho letto i commenti, ho visionato il tuo blog con attenzione e permettimi di pensare che quanto scrivi sia accaduto realmente, che dire all’altra Mamma…per modo di dire! Non so dove vivete, ma se abitate in Paradiso, debbo azzittirmi, nel caso contrario …ho visto che abiti a Roma, quindi deduco ambe due ecco perche’ ritengo il gesto da irresponsabile.
    Da Psicologa , ho visto molte pazienti in certi atteggiamenti da definire simili. Nel corso degli anni sostengo se pur con una mia banale teoria il comportamento della tua amica sia provocato da una provabile senile sofferenza dello “status quo” o da difficoltà di relazione dal passaggio da donna a madre.
    Il tuo modo diplomatico nello scrivere e nel rispondere, Mamma Bignè, mi ha resa convinta che l’avvenimento sia accaduto sul serio. In più nel commento della Tua amica si nota prima l’offesa e l’attacco e poi la difesa in se stessi, sintomo di debolezza e sofferenza sociale. Se fosse successo a me sicuramente non sarei stata così tollerante nei suoi confronti, da Mamma a Mamma capisco che se sussistono rapporti tra figli in molte occasioni si può chiudere un occhio, ma questo non deve essere il caso perché è’ da idioti pensare che un bambino capisca il limite dell”ironia, ma sopratutto pensare che una madre denigri un istituto scolastico dicendo ad un altro bambino di venire via con lei, distruggendo in un attimo quel baluardo di sicurezza che tutte noi pensiamo essere Asili, scuole..per i nostri figli. In più se ci sono bambini , come la GNOMA, espansivi, come la definisci , certe azioni dovrebbero essere represse. Non posso immaginare l’educazione di certi figli, comunque Mamma Bignè se da migliaia di miglia mi permetto di osservare la tua troppa superficialità del caso e ti invito a parlare con l’istituto su quanto accaduto tanto da interdire la visione di un certo adulto alla tua Gnoma.

    1. Cara Lucia, forse hai ragione, l’ingenuita’ e’ una grave mancanza per una madre. Sicuramente avrei potuto essere meno superficiale e questo, in futuro, mi permetterà di migliorarmi. Credo che, anche tu, come me, abbia fatto degli errori quando i tuoi figli erano più piccoli.
      Il tuo commento, come tutti gli altri, e’ ben accetto. Altrimenti non scriverei un blog, ma terrei un diario. La condivisione, per una mamma che, come me, non ha un confronto quotidiano con altre mamme, attraverso questo blog e’ fondamentale. E mi permette, se sbaglio, di modificare i miei atteggiamenti e le mie convinzioni.
      Confrontarsi su determinate situazioni può aiutare a chiarire meglio la propria linea educativa.

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