L’ultima notte con la pancia


Questo e’ l’ultimo post da insonne con la pancia.
E lo scrivo perche’ sento la necessita’ di sfogarmi in qualche modo.
Sono in ospedale gia’ da dieci ore e la sensazione che si ha entrando con le proprie gambe e’ stranissima: tu hai la pancia e le altre hanno gia’ un bambino tra le braccia. Ti senti una specie di marziano, perche’ stai bene!
In piu’ tu puoi mangiare e magari la tua compagna di stanza e’ a digiuno. E ti senti in colpa.
Lei e’ stanca o sta male per il taglio cesareo che ha fatto il giorno prima, tu stai bene e vorresti aiutarla con il bambino, ma ti senti invadente.
Entrambe vorreste dormire, ma i bambini nelle stanze accanto continuano a piangere. Era meglio dormire nel proprio letto accanto alla mia Gnoma.
La Gnoma mi manca. Piango. Sento rigarmi le guance. E’ un pianto silenzioso. Doloroso come pochi. E’ la prima notte che passo lontana da lei. Che non sento il suo respiro mentre dorme, che non la sento ridere mentre sogna o parlare!
Mi manca e non ci posso fare niente.
Ho caldo e sento la bocca impastata. Ma non posso bere per via dell’anestesia.
Non trovo una comoda posizione nel letto. La schiena mi fa comunque male.
Vorrei alzarmi e camminare ma mi sento stanca come se avessi corso la maratona.
So che domani notte non dormiro’ per i dolori del post cesareo, ma neppure questo mi aiuta a prendere sonno!
Non vedo l’ora di vedere la Gnometta, ma al tempo stesso l’idea che debbo fare l’epidurale mi terrorizza!
E’ tutto cosi’ strano!
La prima volta sei un incoscente.
Ti prendi e vai con le tue gambe ovunque.
Il coraggio di un leone.
Adesso mi sento decisamente una pecora.
Vorrei essere a casa nel mio letto, assieme alla mia famiglia, ad aspettare le contrazioni.
Ed invece sono qui, in una stanza d’ospedale, con lo sciaquone del bagno rotto, il caldo tropicale, rumori sconosciuti, nostalgia di casa, della Gnoma, il sonno che tarda a venire e probabilmente arrivera’ quando non dovra’ arrivare, la paura del dopo.
Eppure eccitata per la piccola vita che tra poche ore potro’ stringere tra le mie braccia e presentare al mondo.
Adoro essere mamma.

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